La sottrassi a quella stanza, alla macabra ubbidienza dei turni richiestale dalla sua coinquilina. Non studiava piu', non voleva saperne di quella casa, la portai ad essermi concubina. Il momento in cui le dissi vieni a vivere da me, con quella leggerezza di cui si compone lo zucchero filato, lei che azzanna felice, con quella facilita' di appiccicume, quell'acume di felicita' sperata e quindi subito creduta ed io, ingannato da quel corpo morbido e senza limiti.


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